Dall’Egitto a Pisa

Gaetano Rosellini e le sue collezioni

19 febbraio – 31 agosto 2022

1962-2022. In occasione dei suoi sessant’anni, le Collezioni Egittologiche dell’Università di Pisa è stata inaugurata sabato 19 febbraio la mostra “Dall’Egitto a Pisa: Gaetano Rosellini e le sue collezioni“.

Ideata a un anno dalla scomparsa di Edda Bresciani, egittologa di fama mondiale che alle Collezioni ha dato il nome, la mostra è realizzata in collaborazione con l’Opera della Primaziale Pisana (O₽A) che ha prestato all’Università tre preziosi reperti della sua raccolta di antichità egizie.

La mostra offre l’opportunità di ammirare una scelta dei piccoli, grandi capolavori donati all’Opera della Primaziale Pisana da Gaetano Rosellini (1796-1863) nel 1830, al rientro dalla celebre “Spedizione Franco-Toscana in Egitto” (1828-1829), guidata dal nipote Ippolito Rosellini (1800-1843) insieme a J.F. Champollion e alla quale Gaetano aveva partecipato in qualità di ingegnere e architetto.

Al centro della mostra ci sono tre pezzi particolarmente interessanti della raccolta dell’Opera della Primaziale Pisana: il frammento di un bassorilievo parietale, la testa di statua femminile e il frammento di un sarcofago in granito.

Sono esposti all’interno di una vetrina nella seconda sala delle Collezioni Egittologiche, dove è conservato anche il mobiletto in stile egittizzante che contiene molti oggetti della Collezione Picozzi, donata dalla nipote di Gaetano, Laura Birga Picozzi, all’Università di Pisa nel 1962.

L’accostamento inedito tra questi reperti permette dunque di riavvicinare parti di un patrimonio storico a lungo separate.

Reperti dell’Opera della Primaziale Pisana

1.Frammento di bassorilievo

 

 

 

Opera della Primaziale Pisana, inv. 1963, n. 68

21×38 cm

Il frammento di bassorilievo in calcare, datato alla XIX dinastia, proviene da una tomba della necropoli di Deir el Medina (Tebe ovest) e presenta lo scultore Ken e la sorella Nefertari in atto di adorazione di fronte al dio Anubi; il personaggio faceva parte della comunità di artisti, artigiani e operai addetti ai lavori nelle tombe della Valle dei Re e delle Regine. Di lui sappiamo che ebbe due mogli, la prima Nefertari che gli dette cinque figli e la seconda, di nome Henutmehit, madre di altri due.

2.Testa di statua femminile

 

Opera della Primaziale Pisana, inv. 1963, n. 62

alt 21 cm

La testa femminile doveva far parte di una statua a tutto tondo; i lineamenti del viso sono scarsamente leggibili a causa delle scheggiature che la pietra ha subito. La testa è ricoperta da una grande parrucca a treccioline fitte e sottili, con uno stile tipico della XIX dinastia, sormontata in alto da un’ampia fascia con un fiore di loto che ricade davanti sulla fronte.

 

3.Frammento di sarcofago

 

Opera della Primaziale Pisana, inv. 1963, n. 63

17,5×23 cm

Il frammento appartiene a un sarcofago in granito nero realizzato alla fine della XVIII dinastia; altri tre pezzi dello stesso sarcofago vennero acquistati a Tebe nel 1903 e sono oggi conservati a Strasburgo (Collezione egizia 1993 dell’Università). Il sarcofago venne reimpiegato per una successiva sepoltura e fu in tale occasione che il nome del primo proprietario venne abraso e il titolo e il nome del nuovo titolare, il sovrintendente al tesoro Tutmosi, venne scolpito sulla superficie al posto dell’altro cancellato.

Collezione Picozzi

La collezione Picozzi, che conta complessivamente circa un centinaio di pezzi, è composta da reperti archeologici provenienti dalla Valle del Nilo. Come in quasi tutte le raccolte della seconda metà dell’Ottocento messe assieme da viaggiatori e diplomatici che si recavano in Egitto, gli scarabei, gli amuleti, le statuine di divinità e quelle funerarie sono infatti in assoluto gli oggetti più rappresentati forse anche perché rispondono ad un certo gusto dell’epoca. Oltre a reperti archeologici provenienti dall’Egitto e dalla Nubia di epoca faraonica e greco-romana fa parte della raccolta anche un’interessante serie di stampe e disegni tra cui da segnalare un quadro che rappresenta J.F. Champollion vestito all’araba.

La collezione comprende anche materiale etnografico relativo alla civiltà egizia e nubiana.

La raccolta era corredata anche dall’originale mobiletto in stile egittizzante oggi in esposizione, creato appositamente per contenerla con tutti gli oggetti disposti sopra piccole mensole estraibili. La sua forma richiama nella parte superiore il pilone di ingresso di un tempio egiziano con al centro, sopra una vetrinetta con gli oggetti più piccoli, un obelisco destinato ad accogliere i sette barattoli di vetro con la sabbia.

 

Una collezione egizia, presumibilmente riconducibile alla spedizione franco-toscana, si trova anche al Museo di Anatomia Umana “Filippo Civinini” (sempre del Sistema Museale di Ateneo) che ospita due mummie egizie , di cui una con il sarcofago originale, splendidamente dipinto e in ottimo stato di conservazione.

 

Mostra a cura di Università di Pisa – Collezioni Egittologiche “Edda Bresciani”
Curatori: Chiara Bodei, Flora Silvano, Antonio Viti e Chiara Gavazzi
Coordinamento tecnico-organizzativo: Antonio Viti (SMA)
Restauri: Gianluca Buonomini
Gestione amministrativa: Segreteria Sistema Museale di Ateneo
Comunicazione: Comunicazione Istituzionale del Rettore e dei Prorettori, Polo della Comunicazione e Polo Multimediale del Cidic – Centro per l’innovazione e la Diffusione della Cultura, Gruppo Comunicazione SMA
Fotografie: Sistema Museale di Ateneo, Opera della Primaziale Pisana
Allestimento: Acme04
Fotografie: Sistema Museale di Ateneo, Opera della Primaziale Pisana
Ringraziamenti: La mostra e il riallestimento delle Collezioni Egittologiche sono stati possibili grazie alla preziosa collaborazione del Rettorato e della Direzione Generale con relative segreterie, del Sistema Museale di Ateneo, della Direzione Edilizia, della Direzione Infrastrutture Digitali, della Direzione Gare, Contratti e Logistica, del Sistema Informatico di Ateneo dell’Università di Pisa e della cooperativa Team Service.
La mostra non avrebbe potuto avere luogo senza la disponibilità dell’Opera della Primaziale Pisana e il supporto nella gestione del prestito della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno.